TERNI – 5 settembre 2015 – L’ultimo premio lo aveva ricevuto al festival Canta e Ricantamaggio 2015, quando si era piazzato al terzo posto nella classifica per i brani inediti a tema libero con Menestrello ternanu, la canzone scritta con Clara Fabri, sua moglie, e arrangiata con Maurizio Fontana. E quel terzo posto non gli era andato tanto giù. Lui che, da una vita, alternava le serate nei migliori piano bar locali a quelle maggiaiole, pensava di meritare qualcosa di più. Ma la delusione era durata un attimo e Aldo Romboli, felice in ogni caso per quel nuovo corso del Cantamaggio ternano che finalmente riscopriva la musica dal vivo e, con essa, la gioventù, aveva continuato a cantare quell’amore dichiarato, fedele e indiscriminato verso la sua città, anche quando le forze gli mancavano. “Un calo di zuccheri, niente di che…” aveva minimizzato quando, d’improvviso, nella serata del 2 maggio si era accasciato di fronte al pubblico che gremiva Piazza Tacito. E ad Aldo che, con ‘verve’ tutta ternana, aveva chiamato il suo gruppo musicale “ Ce ‘nvecchiamo, ma non c’arrennemo”, erano subito arrivate via face book le incitazioni di tantissimi ternani a non mollare mai. In servizio permanente effettivo in ogni iniziativa del Cantamaggio, a chi, nei giorni successivi, gli chiedeva chi glielo facesse fare, all’età sua, di Romboli clown di corsiasottoporsi a tanto stress, rispondeva: “Per amore. Solo per amore, perché li sòrdi so’ come li duluri: chi ce l’ha, se li tene”. Non era facile accorgersene, ma tra tante canzoni struggenti e battute esilaranti, Aldo stava combattendo la sua battaglia contro un male crudele. Unica arma quell’autoironia che solo i grandi possiedono.

Ciao Aldo, con te se ne va un pezzo della nostra storia.