• Cantamaggio ternano 2016: si riparte dalla questua. Poi, chissà…

    15 aprile 2016 – Nella storia ultracentenaria del Cantamaggio ternano, è fuori discussione che alcune edizioni siano risultate più brillanti di altre. Le ragioni sono molteplici: perché animate da maggiore o minore entusiasmo ‘maggiaiolo’ in funzione delle coordinate storico-sociali; da maggiore o minore coinvolgimento degli artisti e degli intellettuali locali in funzione del grado di posizionamento all’interno della dialettica cultura dominante/cultura subalterna; da maggiore o minori investimenti delle forze produttive in funzione del grado di comunicazione con la città; da maggiori o minori investimenti delle amministrazioni in funzione delle politiche di sviluppo…

    E  non è forse un caso che, ciclicamente, si sia riproposta la domanda sul futuro della manifestazione, atteso che, per i suoi centoventi anni di vita e la sua resilienza, è ormai da diversi anni oggetto di studio universitario. Ma se per gli storici delle tradizioni popolari il Cantamaggio ternano è un bene demoetnoantropologico da tutelare e valorizzare e – ad essere bravi e intellettualmente onesti – da sfruttare in ottica di marketing territoriale esaltandone la vocazione artistica- ambientale- gastronomica che lo caratterizza (altre realtà umbre, italiane, europee lo fanno da tempo con le loro feste con ottimi risultati), non sfugge, di contro, la resistenza di molti ternani a scommettere sulla nostra festa popolare la cui cifra è, centoventi anni dopo, ancora la precarietà.

    Eppure, in tutto questo tempo i progetti non sono mancati, le idee e le iniziative messe in campo hanno spaziato in lungo e in largo, e chi ha avuto la voglia di seguirci nel percorso di innovazione degli ultimi dieci anni non può non essersi accorto del cambiamento in atto. Questo processo, proprio in occasione della centoventesima edizione, edizione che avremmo voluto più scintillante che mai, oggi subisce un arresto per i noti problemi relativi alle sempre più scarse risorse pubbliche.

    In questo senso, il rifiuto da parte dei commercianti di via I Maggio di dare un contributo alla festa, motivato dal fatto che i carri non attraverseranno quella via, offrirebbe lo spunto per tornare a parlare non solo del futuro del Cantamaggio, ma della stessa coesione sociale della città. La domanda, infatti, nasce spontanea: che fine ha fatto quella Terni che all’indomani della prima guerra mondiale fece sfilare i primi carri addobbati proprio grazie ai doni dei commercianti? Erano forse meno critiche di oggi le condizioni economiche di allora? Il problema, dunque, non può essere solo la crisi!

    Certo, potessimo contare su un budget diverso, non torneremmo alla questua, che pure di questa festa è un aspetto fondante. Certo, non avessimo avuto sul territorio le eccellenze industriali e artigianali che di un carretto addobbato per trasportare una frasca hanno fatto, con il tempo, il carro di maggio come lo conosciamo ora, oggi ci sarebbero meno problemi logistici, e la gigantesca istallazione artistica semovente non sarebbe qui a seminare il panico tra i tecnici della viabilità e della protezione civile per gli innumerevoli problemi di sicurezza che pone al suo passaggio.

    Ma il carro di maggio – mini, midi, maxi – ,  il Cantamaggio – in playback o dal vivo –  è la nostra storia. Lo si può amare, lo si può detestare, ma da centoventi anni – con il suo corollario di attesa, di stupore, di speranza di rinascita – parla di un mondo alla rovescia dove ognuno dà una martellata per un sogno che è di tutti.

    La seconda domanda, dunque, che sorge spontanea è: in questa nuova Terni che dell’individualismo pare stia facendo una religione, in questa Terni dove ognuno zappa il suo orticello, che spazio può esserci per una festa come la nostra se deprivata di quello spirito collettivo che l’ha caratterizzata fin dalle prime comitive?

    Il Cantamaggio – osservò qualcuno tempo fa – non è l’ombelico del mondo. Forse no. Ma come presidente dell’Ente Cantamaggio ternano, amo pensare che il progetto di innovazione cui, volontariamente, stiamo lavorando da tempo, possa contribuire al respiro della città stessa.

    A tutti i ternani, però, il compito di contribuire a rigenerare un corpo vitale, pezzo per pezzo. Iniziativa per iniziativa. Martellata per martellata. Sapendo che per trainare un carro – addobbato o no –  occorre una corda e che la corda è tanto più robusta quanto più numerosi sono i fili con cui è intrecciata.

    Omero Ferranti, presidente Ente Cantamaggio ternanoCantamaggio 1951

  • Ciao Aldo, menestrello ternano

    TERNI – 5 settembre 2015 – L’ultimo premio lo aveva ricevuto al festival Canta e Ricantamaggio 2015, quando si era piazzato al terzo posto nella classifica per i brani inediti a tema libero con Menestrello ternanu, la canzone scritta con Clara Fabri, sua moglie, e arrangiata con Maurizio Fontana. E quel terzo posto non gli era andato tanto giù. Lui che, da una vita, alternava le serate nei migliori piano bar locali a quelle maggiaiole, pensava di meritare qualcosa di più. Ma la delusione era durata un attimo e Aldo Romboli, felice in ogni caso per quel nuovo corso del Cantamaggio ternano che finalmente riscopriva la musica dal vivo e, con essa, la gioventù, aveva continuato a cantare quell’amore dichiarato, fedele e indiscriminato verso la sua città, anche quando le forze gli mancavano. “Un calo di zuccheri, niente di che…” aveva minimizzato quando, d’improvviso, nella serata del 2 maggio si era accasciato di fronte al pubblico che gremiva Piazza Tacito. E ad Aldo che, con ‘verve’ tutta ternana, aveva chiamato il suo gruppo musicale “ Ce ‘nvecchiamo, ma non c’arrennemo”, erano subito arrivate via face book le incitazioni di tantissimi ternani a non mollare mai. In servizio permanente effettivo in ogni iniziativa del Cantamaggio, a chi, nei giorni successivi, gli chiedeva chi glielo facesse fare, all’età sua, di Romboli clown di corsiasottoporsi a tanto stress, rispondeva: “Per amore. Solo per amore, perché li sòrdi so’ come li duluri: chi ce l’ha, se li tene”. Non era facile accorgersene, ma tra tante canzoni struggenti e battute esilaranti, Aldo stava combattendo la sua battaglia contro un male crudele. Unica arma quell’autoironia che solo i grandi possiedono.

    Ciao Aldo, con te se ne va un pezzo della nostra storia.

  • Cantamaggio, la festa continua

    TERNI, 1° maggio 2015 – Migliaia di persone in giro per la città: musica, eventi e appuntamenti che sono destinati a proseguire anche nei prossimi giorni. Perché il Cantamaggio ternano non è ‘solo’  Carri, centrali nel contesto della festa , ma tutta una serie di appuntamenti che puntano a rendere attrattiva Terni agli occhi dei residenti e non solo.

    Primo bilancio

    «Nonostante i timori legati al meteo – spiega il presidente dell’Ente Cantamaggio ternano, Omero Ferranti – la serata è pienamente riuscita. La città risponde sempre, anche perchè i carri, quest’anno di particolare qualità, rappresentano da sempre un elemento di forte agggregazione. Ora l’obiettivo è andare oltre, proseguendo l’opera di rinnovamento del Cantamaggio che sta andando avanti in maniera tangibile. L’idea di trasformare la festa ternana in un evento appetibile anche al di fuori dei confini provinciali e regionali, è sicuramente quella giusta. In questo senso la costituzione di una realtà come ‘Terni In movimento’, che accoglie privati e associazioni come l’Ente Cantamaggio, può proiettarci in una dimensione diversa, in cui la tradizione convive con l’esigenza di costruire un progetto più ampio e in grado di rappresentare una parte Cantamaggio 2015 manifestosignificativa del futuro della nostra città dal punto di vista degli eventi e, di conseguenza, dell’economia e del turismo».

    La festa continua

    Il Cantamaggio non si ferma ai carri. Tanti gli appuntamenti in programma nei prossimi giorni. A partire dalla serata di sabato 2 maggio: la ‘Notte di primavera’. Sei le location che ospiteranno spettacoli, esibizioni e concerti no-stop a partire dalle ore 21. Piazza Tacito e piazza San Francesco saranno dedicate agli artisti del ‘Canta e Ricantamaggio’, in via del Tribunale ci sarà l’esibizione dell’ensemble di percussioni del ‘Briccialdi’, in piazza San Pietro è attesa una maratona di musiche e danze tradizionali con i Cantori della Valnerina e i Diversa… mente, piazza San Lorenzo accoglierà le corali della città protagoniste de ‘Cori de Maggio’ mentre il momento clou ci sarà alle ore 22, in piazza Europa, con il concerto di Enzo Avitabile e Tony Esposito.

    Mini carri

    L’attesa sfilata dei mini carri, che coinvolgerà oltre 1.200 bambini delle scuole dell’infanzia e primarie della città, si terrà lunedì 4 maggio. Il raduno dei piccoli maggiaioli è fissato per le ore 15: le scuole dell’infanzia partiranno da piazza della Repubblica mentre i bambini delle primarie si ritroveranno in piazza Tacito. La sfilata partirà alla volta di via Roma e si concluderà al camposcuola ‘Casagrande’, teatro dell’attesissima festa finale che unirà bimbi, genitori e insegnanti.

    Quartieri in festa

    La festa di primavera torna ad abbracciare i quartieri della città. Appuntamento domenica 3 maggio al quartiere Polymer (ore 17) con la ‘Festa de Maggio’ e venerdì 15 e sabato 16 maggio (ore 17) al Villaggio Casali di Papigno per ‘Maggio de ‘na vorda’.

     

    Ufficio stampa Cantamaggio 2015 

     

    press.cantamaggio@libero.it

     

  • Relitto folclorico o risorsa territoriale?

     

    Terni, 26 aprile 2015 – Sono passati diversi anni da quando, con il progetto Cantamaggio c’è– cultura eventi nato dalla collaborazione tra l’Ente Cantamaggio ternano e la biblioteca comunale, la nostra festa veniva inquadrata come bene demoetnoantropologico da valorizzare in ottica di marketing territoriale e si avviava un percorso di ‘rifunzionalizzazione’ che individuava il carro come ponte tra le generazioni e le culture; la comunicazione come principale area di intervento; l’ottica sistemica come prospettiva.miscellanea Cantamaggio

    Dalla proficua collaborazione con bct, nel tempo sono scaturiti studi, ricerche, prodotti editoriali, attività divulgative e nuovi progetti di promozione. Ad esempio: I carri vestiti da Marcello Camorani, opera monografica in italiano e inglese dedicata al medico-pittore che diede lustro al Cantamaggio degli anni Ottanta; Girando per Terni, un video dedicato al Cantamaggio e ai suoi protagonisti dal dopoguerra agli anni sessanta; ma anche iniziative come Incanti, suggestivo percorso tra le arti e le  tradizioni del mondo; Holi, festa indiana dei colori; Un’avventura al verde, laboratori di educazione ambientale dedicati ai bambini; Le stanze di maggio – I semi del sapere, prima mostra mercato dell’artigianato artistico femminile; Maggiaioli non si nasce… si diventa, percorso di formazione dal quale scaturiscono le ormai attesissime sfilate dei minicarri realizzati dalle scuole primarie e dell’infanzia del territorio.

    Diverse anche le iniziative nate nel contesto di Suoni della memoria, da quelle letterarie a quelle musicali in collaborazione con Sonidumbra che, dal 2012, sul progetto Cantamaggio c’è ha felicemente innestato il Ricantamaggio, tappa ternana di Umbria Tradizioni in cammino, progetto regionale in collaborazione con Università di Perugia e CEDRAV. Ed è proprio il Ricantamaggio, con le sue Officine e il suo corollario di entusiasmo e partecipazione giovanile, la novità più rilevante di questi ultimi anni, spesi non solo nel valorizzare il carro di maggio e i suoi impagabili costruttori – motore del Cantamaggio ternano – , ma anche nel potenziare la festa come risorsa territoriale, a partire dalla promozione del suo immenso patrimonio storico-artistico musicale. Obiettivi, questi, che sentiamo di aver raggiunto se, come recentemente ha titolato un quotidiano, “l’Ente non è più solo”. Ma se soli, in verità, non siamo mai stati, grazie al fattivo contributo dell’Amministrazione comunale, dei gruppi maggiaioli, degli istituti culturali, dell’associazionismo locale, delle scuole e delle Università, vero è che oggi, grazie alle inedite possibilità offerte da Terni in Movimento – rete di soggetti privati, enti e associazioni alla quale abbiamo aderito – possiamo alzare l’asticella dell’attrattività e declinare finalmente la nostra più antica festa di Primavera come grande evento. E se è ancora vero che l’unione fa la forza, siamo certi che – meteo permettendo – la 119esima edizione del Cantamaggio ternano non deluderà.

    Omero Ferranti

    Presidente Ente Cantamaggio ternano

  • Alle radici del Cantamaggio: la festa del rinnovamento

    TERNI, 21 aprile 2015 – Il Ricantamaggio è il progetto antropologico nato per riscoprire ‘l’energia’ e il senso più profondo del Cantamaggio ternano, per proiettarlo nel futuro partendo dalla tradizione. Il tutto attraverso le ‘Officine del Maggio’ – tavole rotonde, stage di danza, lezioni-concerto,eventi musicali- che rappresentano i momenti in cui poter scambiare le conoscenze e piantare i germogli del Cantamaggio che verrà. Nato dalla collaborazione fra l’Ente Cantamaggio l’associazione Sonidumbra, il Centro di documentazione e ricerca antropologica della Valnerina (Cedrav) e la Scuola di specializzazione in beni demo-etnoantropologici dell’università di Perugia – partner nel progetto ‘Umbria tradizioni in cammino’ -, il Ricantamaggio si innesta nel progetto ECT/bct denominato ‘Cantamaggio c’è’.Cantamaggio 1951

     

    Il senso del progetto “Il nostro obiettivo – spiega Marco Baccarelli, direttore artistico del Ricantamaggio – è ‘scavare’ nella creazione della festa, nella sua identità. ‘Cantare a maggio’ porta con sé una speranza di rinnovamento ed è un rituale che lega l’Umbria intera. In questo contesto Terni è rimasta sempre un po’ isolata e il tentativo è quello di aprire lo sguardo, portando la gente e i giovani a riappropriarsi di quella che è un’antichissima tradizione rurale, trasferita in città, legata al senso di rinnovamento e di rinascita di un’intera comunità”.

    ‘Canta e Ricantamaggio’ In questo contesto si innesta il ‘Canta e Ricantamaggio’: il festival della tradizione e della musica ternana, rigorosamente ‘dal vivo’. Si articola in quattro momenti: ‘Cori de Maggio’ con le corali cittadine, lo storico ‘Cantamaggio’ con il concorso di canzoni inedite, il ‘Ricantamaggio’ aperto a tutti – solisti, gruppi, band – che vogliono ‘cantare il maggio’. Poi c’è la novità ‘Fiori di Maggio’, concorso canoro con le scuole primarie e secondarie della città.

     

    Nuovi orizzonti “Per diverso tempo – afferma Marco Baccarelli – ci si era assopiti su brani rigorosamente in dialetto stretto, cantati solo su basi musicali. Il nostro presupposto è che tutti debbano avere la possibilità cantare il ‘proprio’ maggio oggi e dal vivo. La tradizione non è rievocazione, ma sviluppo continuo. Il Cantamaggio si è sempre trasformato al pari della musica. Per questo il ‘Canta e Ricantamaggio’ è aperto agli stili più diversi e a gruppi musicali che, con il tempo, hanno capito che potevano diventare protagonisti del Cantamaggio pur mantenendo le proprie caratteristiche”.

     

    I progetti Giunto al quarto anno, il ‘Canta e Ricantamaggio’ era partito dalle band e dai gruppi musicali per poi aprirsi alle corali della città e infine, quest’anno, alle scuole dell’infanzia e primarie, chiamate a scrivere inediti e reinterpretare brani a proprio piacimento. “Il nostro è un contenitore sempre più aperto – spiega Marco Baccarelli –, legato ai temi attuali e, al tempo stesso, al rinnovamento che il Cantamaggio porta con sé. Dal prossimo anno lanceremo anche il progetto ‘Canta il tuo maggio in lingua’, ovvero attraverso altri dialetti italiani e anche lingue straniere. Il Cantamaggio è la pianta su cui noi stiamo facendo degli innesti che, speriamo, possano dare dei frutti in futuro. Un’opera paziente e faticosa ma che ha già portato dei benefici, dal punto di vista musicale e dei temi trattati, che ci permettono di comunicare più facilmente il senso più antico e profondo di questa festa”.

    Ufficio stampa Cantamaggio 2015

    press.cantamaggio@libero.it

  • Cantamaggio 2015: si lavora senza sosta

    TERNI, 16 aprile 2015 – C’è fermento nel capannone di Castelchiaro dove decine di ‘maggiaioli’ – artigiani, tecnici e artisti dei vari gruppi cittadini – stanno lavorando da mesi alla progettazione e alla realizzazione dei tradizionali carri che sfileranno nella serata di giovedì 30 aprile per le vie di Terni, in quella che sarà la 119° edizione del Cantamaggio ternano.Maggiaioli all opera

    Al lavoro L’opera degli artisti-maggiaioli va avanti senza sosta sin dallo scorso autunno, da quando cioè le ‘bozze’ dei carri di maggio hanno iniziato a prendere forma su carta, per poi trasformarsi con il passare delle settimane in qualcosa di più concreto e tangibile. Oggi, a pochi giorni dalla sfilata, mancano solo gli ultimi dettagli e il lavoro procede senza sosta: tutti i giorni, ad eccezione della domenica, su tre turni, dalla mattina alla sera.

    Volontariato Un impegno, quello dei maggiaioli, fatto solo di passione e volontariato. Il costo di ciascun carro è legato ai materiali utilizzati: il lavoro viene ripagato con la grande soddisfazione di vedere il proprio carro protagonista del Cantamaggio, magari – questo il sogno di tutti – proprio sul gradino più alto del podio.

    I giovani Fra gli obiettivi dei vari gruppi c’è sempre di più quello di coinvolgere i giovani della città nella realizzazione dei carri e della festa di primavera. Un’opera che passa anche attraverso i progetti attivati nelle scuole e nei quartieri, perché la tradizione prosegua accanto ad idee sempre nuove e attuali.

    I carri Saranno in totale sette i carri per l’edizione 2015 del Cantamaggio ternano. Cinque quelli in concorso, realizzati dai gruppi maggiaioli ‘Nuova Compagnia Teatro città di Terni’, Arrone, associazione Orion Casali di Papigno, Lu Riacciu e Pallotta-Polymer-Sabbione. Presente, ma non in concorso, il carro del gruppo maggiaiolo Arci Fiaiola, così come il carro ‘gastronomico’ che chiuderà la sfilata e che darà un tocco culinario alla serata.

    La giuria  a cui verrà affidata la valutazione dei carri in concorso, oltre ad un presidente senza diritto di voto e a tre giurati scelti fra tecnici, artigiani, scenografi ed ex costruttori di carri, prevede la presenza di ben sette giudici ‘popolari’ che verranno sorteggiati fra tutti i cittadini – residenti nel territorio ternano e con un’età minima 16 anni – che invieranno la propria candidatura. Le adesioni vengono raccolte attraverso Facebook (https://www.facebook.com/cantamaggioternano), via e-mail (cantamaggio@alice.it) oppure inviando un sms al numero 327-75.32.030, specificando i propri dati (nome, cognome, recapito) e la richiesta di far parte della giuria 2015.

    Ufficio stampa Cantamaggio 2015 

    press.cantamaggio@libero.it